Motore passo passo o servo: cosa scegliere?

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Agli appassionati di elettronica o agli esperti del settore (o ad entrambi), una delle principali differenze che si para dinanzi fin dal principio della loro attività e del loro interesse è quella tra motori passo passo o motori servo.

Si tratta di due soluzioni diverse a esigenze tutto sommato simili ed entrambi sono impiegati in combo con un motoriduttore. Rispettivamente un motoriduttore passo passo o un motoriduttore servo.

Andando ad analizzare le differenze tra i due sarà più chiaro a quali esigenze risponde l’uno o l’altro, in modo da orientare consapevolmente la scelta ed effettuare la decisione migliore per la situazione che si può presentare.

Motore passo passo: applicazione e funzionamento

Il motore passo passo è un motore sincrono in corrente continua che non presenta spazzole. La sua caratteristica principale è quella di poter suddividere la propria rotazione in numerosi step, in modo da poter controllare accuratamente la posizione del motore.

Il costruttore o il rivenditore si preoccupa di comunicare il numero di passi in cui una rotazione è stata suddivisa in modo da sapere perfettamente la posizione meccanica del pezzo senza ricorrere ad altri sensori o a ulteriori sistemi di verifica.

Questo lo rende particolarmente utile in apparecchi in cui il numero e la precisione dei passi da compiere è fondamentale, sia ai fini di un corretto e preciso funzionamento della macchina sia per rendere possibile un intervento mirato da parte dell’uomo.

Non sorprende, dunque, che i motori passo passo vengano impiegati per la realizzazione di stampanti 3D, macchine a controllo numerico (CNC), nella robotica per il controllo di braccia meccaniche.

Un’altra applicazione interessante dei motori passo passo è costituita dalle macchine fotografiche, in particolar modo le dolly photo e le photo lazy.

Motore servo o servomotore: applicazione e funzionamento

I servomotori risultano particolarmente utili in tutte quelle applicazioni, industriali tanto quanto di modellismo, in cui la presenza umana è resa impossibile da condizioni ambientali o di spazi.

Questi permettono di controllare numerosi dispositivi dalla stessa postazione, anche se sono posti a distanze elevate tra loro.

I servomotori, dunque, permettono un controllo da remoto piuttosto che manuale e si preoccupano di eseguire l’ordine impartito piuttosto che doverti richiedere un qualsiasi intervento. Rispetto ai motori passo passo, infatti, essi sono pilotabili in velocità di esecuzione degli ordini e in precisione di movimento.

Il controllo dei passi (detto anche controllo degli angoli), invece, è meno preciso che per i motori passo passo, per i quali l’intervento umano permette un maggior controllo dei passi in cui è suddivisa la rotazione del motore.

Costituendosi di ingranaggi in sistema, il servomotore presenta una maggior articolazione ma un minor range di soluzioni per quanto riguarda i singoli dispositivi collegati, parimenti a come un sistema di ruote dentate risulta essere più efficiente ma meno preciso di una singola ruota.

Il suo specifico funzionamento e la capacità di incastrare il movimento e l’attività di più dispositivi lo rendono un elemento essenziale nella robotica, ancor più dei motori passo passo.

Motore passo passo o servomotore?

In conclusione, dunque, la scelta ricade interamente su quali sono le esigenze di partenza: un motore passo passo si presta maggiormente a quelle attività in cui la precisione e il calcolo dei passi è tutto.

Non a caso si è parlato di stampanti 3D, macchine fotografiche, etc. La sua applicazione in campo robotico si limita alle braccia meccaniche, per le quali non sono necessari controlli complessi.

D’altro canto il servomotore permette combinazioni anche molto articolate di movimenti di vari dispositivi in rapporto l’uno all’altro. L’intervento dell’uomo non è affatto necessario e ciò li rende il punto di riferimento per la costruzione di robot e non solo di parti di questi.

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