Come utilizzare al meglio i social network

Comment

Tecnologia
social

Se non sei social, sei reale? Nella nostra società verrebbe quasi da porre, e porci, questa domanda. Sembra ormai indissolubile il legame tra qualsiasi persona e luogo ed il suo alter ego virtuale, il profilo che – via web – certifica la presenza anche all’interno della società concreta. Un vero e proprio paradosso, riflettendoci un attimo, ma niente di più vero. Siamo infatti arrivati ad un punto tale per cui sono iconici e fanno notizia quei casi di persone che un profilo virtuale non ce l’hanno, e riescono ugualmente a non essere tagliati fuori dalla società.

I canali social sono però fondamentali non solamente sotto questo punto di vista, quello personale e legato alla vita privata, ma anche per quanto riguarda l’ambito lavorativo: ormai è diventato un must anche usare i social network per fare pubblicità alla propria attività. Questa è una trasformazione sostanziale vissuta dal mondo del lavoro negli ultimi anni, che l’ha profondamente segnato e modificato. Non ha importanza di quale attività si tratti o della sua grandezza, in termini di fama e di clientela: chiamarsi fuori dal mondo virtuale significa, almeno, partire in svantaggio nella sfida a tutti i propri competitor.

Pubblicizzare il nostro business: le regole basilari

Ma quali sono i metodi più adatti per utilizzare i nostri social network nel modo migliore, in questa direzione? Andiamo a vedere quali possono essere i primi passi per pubblicizzare la nostra attività sul web, cercando di non sperperare troppe risorse – a partire dal tempo, elemento essenziale – nella rincorsa a questo obiettivo. In primo luogo è sicuramente basilare scegliere con attenzione su quali social network apparire. Questo perché le piattaforme non sono tutte uguali, anzi presentano fondamentali distinzioni.

Sia nei servizi che offrono, sia soprattutto nel target di popolazione da cui sono utilizzati. Individuare i social più adatti alle nostre campagne significa anche, automaticamente, individuare il nostro target di riferimento. Le community sono differenti, e noi dobbiamo essere in grado di mostrare di “parlare la loro stessa lingua” a quelle che ci interessano.

Seconda regola fondamentale è quella di “esserci” ma senza esagerare: il troppo stroppia, anche in questo caso. La qualità vince sempre rispetto alla quantità – inteso in questo senso anche banalmente in termini di contenuti postati quotidianamente – e la nostra intenzione non è di certo quella di “nauseare” il nostro pubblico a forza di ricordargli la nostra presenza sulla piattaforma. Questo aumenterà anche la nostra credibilità.

Fondamentale è poi creare una nostra identità specifica, che differisca per alcuni elementi essenziali da tutte quelle pagine che possono già essere presenti sul social e anche ovviamente dai nostri competitor. In questo modo sarà immediato per gli utenti identificarci e, per la community più stretta, alimentare sempre più quel senso di fidelizzazione. Attenzione però ad un aspetto a questo collegato: non buttiamoci a capofitto nella creazione di post commerciali, almeno all’inizio della nostra avventura online.

Il potere della condivisione

Giunti a questo punto, come creare contenuti di livello e generare traffico di qualità sul web? Sicuramente attraverso le tecniche legate al SEO, che è sempre possibile affinare. Ma anche sfruttando il potere della condivisione. Se riusciremo a coinvolgere il nostro pubblico, utilizzando lo storytelling corretto nel modo più adatto, la condivisione sarà un procedimento quasi automatico per la nostra community: ed una condivisione perpetrata nel tempo diventa viralità.

Che cosa significa questo? Che, pur ricordandoci sempre che la nostra presenza sui social è finalizzata alla vendita di un determinato prodotto e non a scopi ludici o amicali, la capacità di coinvolgere il pubblico fa la differenza. Attirando e coinvolgendo saremo in grado di ampliare la nostra rete giorno dopo giorno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *