Champions League: tracce italiane nella top ten della massima competizione europea

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Si dice Champions League, si legge Real Madrid. Soprattutto nell’ultimo lustro, letteralmente dominato dai blancos con l’unico intermezzo rappresentato sempre da una squadra spagnola, il Barcellona ovviamente.

Quattro delle ultime cinque coppe dalle grandi orecchie portano la firma delle merengues, che ovviamente portano nella speciale top 10 della Champions League All Time tantissimi propri giocatori. E qui vi è il primo risultato clamoroso che balza all’occhio, maturato in seguito al recente tris realizzato dal Real Madrid: Ronaldo batte Messi, inequivocabilmente.

Il portoghese può anche vantare una Champions in più della pulce argentina, cinque a quattro e si è nuovamente preso la scena nella magica serata di Torino, con la tripletta inflitta all’Atletico Madrid, che lo ha portato a ben 124 marcature nella kermesse. Per il blaugrana invece la speranza di poter pareggiare il palmares quest’anno, pur avendo a disposizione sulla carta un Barcellona non all’altezza dei precedenti. Il podio di tutti i tempi vede il nome di un’altra leggenda merengues, quel Raul capace di vincere tre Champions di cui due da protagonista, quelle all’alba del nuovo millennio.

Sebastiano Rossi, l’unico italiano della classifica all Time

Anche un po’di Italia nella classifica all time, con Kakà e soprattutto Sebastiano Rossi: il portiere di quel magico Milan riuscì a giocare tre finali consecutive di quella che era la nuova denominazione della Champions, riuscendo a stabilire record di porta inviolata per minuti e partite, grazie alla leggendaria difesa tutta italiana composta dai vari Baresi, Tassotti, Costacurta e Maldini.

La top 10 degli ultimi 5 anni: il n.1 non cambia

Se si considera invece le prime tre posizioni degli ultimi cinque anni, ecco due sorprese. Il n.1 non cambia e risponde al nome di Cristiano, ma il podio è completato da Kroos e Lewandowski. L’algoritmo Big Champions Index che ha stilato la speciale graduatoria prende in esami numerose discriminanti fra cui gol, assist, presente e porta inviolata, andando a raddoppiare il peso dei bonus se raggiunti nella fase a eliminazione diretta. Può sorprendere solo in parte il nome del bomber polacco, non avendo il Bayern mai centrato nemmeno una finale dal 2014 ad oggi: il classe ‘88 infatti ha mantenuto una media gol impressionante nella competizione, confermata anche in quest’anno sfortunato per i bavaresi eliminato agli ottavi dal Liverpool ma che nella fase a gironi vantava proprio nel polacco il capocannoniere della manifestazione.

Chi saranno invece i protagonisti di domani?

Da Neymar a Mbappe, fino ai terribili ragazzi di Guardiola: Sané, Sterling e Gabriel Jesus, o il tridente delle meraviglie tutto Reds di Klopp. Purtroppo, all’orizzonte, non si scorgono speranze tricolori a livello individuale, in grado di avere un peso influente sui destini delle prossime vincitrici della competizione. Non resta che affidare le speranze italiane alla Juventus, due finali in Champions negli ultimi quattro anni ma con Ronaldo nelle vesti di mattatore: in attesa che un Bernardeschi sia finalmente in grado di ergersi a protagonista oltre confine, per il bene della Juve ed anche della Nazionale prossima a preparare gli Europei itineranti del 2020.

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