L’importanza della parcellazione negli studi professionali

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Economia

Quelle degli ingegneri, degli avvocati, degli architetti e dei commercialisti sono professioni intellettuali che presuppongono organizzazione e competenza, non solo per l’esecuzione degli incarichi che provengono dalla clientela, ma anche e soprattutto per la gestione degli studi o delle società di servizi di cui si fa parte e in cui si lavora. La fase della parcellazione svolge, in tale contesto, una funzione di primaria importanza soprattutto per ciò che concerne il controllo di gestione, dal momento che i guadagni di un professionista sono correlati alla remunerazione dei suoi incarichi. Non è concepibile che un professionista emetta le fatture in ritardo, per esempio, così come non è ammissibile che ci si dimentichi di fornire le parcelle per i servizi che si svolgono o per le prestazioni che vengono fornite.

Come vengono emesse le parcelle

In genere la parcellazione avviene proforma per acconto una volta al mese o una volta ogni tre mesi per gli incarichi che si caratterizzano per la loro continuità nel tempo. I professionisti sono tenuti a gestire in modo impeccabile le scadenze della clientela, e le cadenze regolari sono un valido aiuto che permette di prevenire inconvenienti o ripercussioni negative sugli affari. Un fattore di rilievo ai fini di un controllo gestionale appropriato è la conoscenza della composizione del fatturato. Essa si rivela indispensabile quando si tratta di produrre la parcella destinata al cliente. Tanto più questa risulta dettagliata per quel che riguarda la descrizione dei servizi offerti, quanto più è semplice procedere all’analisi del parcellato in modo tale che possano essere identificate le macroclassi e le classi di fatturato. Anche per questo motivo, sarebbe opportuno segnalare nelle parcelle i servizi prestati nella maniera più particolareggiata e precisa possibile, ricorrendo a causali specifiche e accantonando le causali generiche.

Qualche consiglio per la parcellazione

Sempre in tema di parcellazione, altre riflessioni interessanti per uno studio professionale possono essere relative alla localizzazione dei clienti e alla distinzione del parcellato in base alla tipologia di incasso, all’addetto, al singolo servizio, alla categoria o al mese. Quando si è operativi all’interno di uno studio associato, non ci si deve dimenticare di specificare la sigla o il nome del professionista che ha fattivamente fornito la prestazione in tutte le parcelle o in ogni proforma. Tale pratica rende più semplice il lavoro e la gestione quando alla fine dell’anno ci si ritrova alla composizione del parcellato per addetto.

Le causali

In uno studio di commercialisti, il codice CT potrebbe essere usato per un contenzioso tributario, il codice CONT per la contabilità, il codice LIQU per un’attività di liquidazione, il codice DIRED per le dichiarazioni dei redditi, il codice AMM per gli amministratori di aziende e società, il codice SND per le attività di revisori in società o sindaci e il codice DRPF per le dichiarazioni dei redditi modello Unico per le persone fisiche. Nel caso di uno studio di ingegneri, invece, si potrebbe fare riferimento al codice AC per un’assistenza collaudo, al codice PL per la planimetria di un progetto, al codice DL per una direzione dei lavori, al codice RELPREL per una relazione preliminare, e così via.

La precisione della composizione del fatturato

Per capire quanto sia importante la composizione del fatturato e la sua conoscenza si prenda il caso di uno studio legale: sapendo che il 15% del fatturato è costituito da prestazioni per assistenza civile e che il rimanente 85% è legato a prestazioni relative al diritto societario (giusto per ipotizzare un esempio), si può capire il modus operandi dello studio ed eventualmente individuare i correttivi da apportare per trovare più clienti.

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